No al voto agli immigrati: ragioni economiche, sociali e sanitarie
In quanto leghisti e autonomisti siamo amanti delle diversità culturali e linguistiche dei differenti popoli della Terra, quindi vogliamo difenderle contro contro il pensiero unico e contro il mondialismo, che invece è indifferenziazione, inteso come contrario alle specificità culturali e livellatore di ogni cultura locale.
Non siamo contrari all'immigrazione in quanto tale. Siamo contrari all'immigrazione clandestina e vorremmo che ci fossero nel nostro paese le stesse leggi che vigono nella vicina Confederazione Elvetica.
Non vogliamo che vi sia nel nostro paese una tratta degli schiavi. Non vogliamo il lavoro nero.
Vogliamo che anche lo straniero NON clandestino che viene nel nostro paese venga trattato né più né meno come ogni altro lavoratore padano: che venga pagato il giusto, che goda di condizioni economiche, sociali e sanitarie pari ai padani.
Non vogliamo che l'immigrazione clandestina venga usata come serbatoio di voti da parte di altri partiti politici, che vedono nella disperazione dei clandestini solo un utile mezzo politico per prendere il potere.
Vogliamo però anche regolamentare l'immigrazione per questioni economiche, sociali e sanitarie.
Ragioni Economiche:
Le nostre imprese devono smetterla di volere operai a basso costo e devono iniziare a investire in competitività con le altre imprese europee. A lungo andare la richiesta di personale sottopagato porta solo l'impresa a rimanere indietro tecnologicamente rispetto alle concorrenti.
Ragioni Sociali:
Se l'immigrazione è un fenomeno naturale che ha riguardato in passato anche larga parte delle popolazioni padane, deve però avvenire con gradualità.
Non tutti i cittadini sono disposti -giustamente- a cambiare dall'oggi al domani le proprie consuetudini di vita. L'immigrazione massiva spopola i paesi poveri e impedisce che anche in quei paesi la gente si impegni a cambiare le proprie condizioni di vita.
E' traumatico spopolare intere regioni del mondo sia per la perdita culturale e linguistica locale che ne deriva, sia perchè è immorale per le regioni oggi ricche (ma domani magari povere) sfruttare un esercito di persone pronte a spostarsi appena cambia il vento della fortuna economica.
Noi vogliamo cercare di aiutare le nazioni povere sostenendo insieme agli organismi internazionali, seri piani di istruzione e di responsabilizzazione politica delle popolazioni, affinchè si sentano legate al proprio territorio e non diventino stranieri sradicati in casa d'altri.
Ragioni Sanitarie:
Nel nostro paese le cure sanitarie vengono offerte a chiunque senza distinzioni, ed è giusto che sia così. Se uno ha bisogno di cure mediche, è necessario offrirgliele. Tutto questo però ha un costo per la comunità. L'ideale sarebbe che tutti pagassero le tasse a seconda del proprio reddito e poi le cure sanitarie venissero corrisposte gratuitamente (dato che si sono già pagate tramite le tasse). Nel nostro paese purtroppo, oltre a pagare le tasse, bisogna pagarsi anche le cure quando se ne ha bisogno. Facendo due conti capite benissimo che se uno è clandestino NON paga le tasse, quindi NON contribuisce alle spese sanitarie della comunità che lo ospita suo malgrado, ma in tutti i casi, anche il clandestino fino ad oggi usufruisce dei servizi della comunità. Questo non è ammissibile: o si contribuisce alle spese comunitarie, oppure bisogna andarsene.
Se nel nostro paese in passato i politici hanno fatto un calcolo di tot ospedali per tot popolazione, affinchè si potessero mantenere standard sanitari adeguati, capite bene che NON possiamo permetterci un'immigrazione massiccia nel giro di pochi anni come invece è successo nel nostro paese.
Ecco perchè vogliamo fissare un tetto al numero di immigrati. Numero massimo che dipende dalla valutazione del nostro paese di dotarsi di un numero di strutture sanitarie adeguate alla quantità di popolazione e di un numero di posti di lavoro sufficiente per le esigenze di tutti.
Quando queste condizioni saranno rispettate, allora si potrà anche pensare di aumentare la quota di ingresso.
Noi siamo contrari al voto degli stranieri siano essi Svizzeri, Statunitensi, Africani o Turchi.
Solo i cittadini possono votare e NON gli stranieri.
E' una questione di legalità: se uno vuole votare, deve far parte della nostra comunità, quindi deve essere cittadino.
Nel nostro paese per diventare cittadino dello stato italiano servono dieci anni.
In altri paesi più seri, come ad esempio la Confederazione Elvetica non basta risiedere per un tot di anni per acquisire la cittadinanza. E' necessario anche essere accettati dalla comunità che ha ospitato fino a quel momento il richiedente la cittadinanza. Ogni cantone svizzero ha le proprie leggi sull'accettazione del richiedente la cittadinanza. Nel vicino Canton Ticino ad esempio lo straniero che vuole diventare cittadino ticinese, deve risiedere nel cantone e stabilmente nel proprio Comune per alcuni anni, poi deve superare un esame di lingua, di storia, cultura e geografia locale. In seguito il Consiglio Comunale vota se accettare o meno la sua richiesta. Requisito fondamentale per legge è che non basta essere residente, ma bisogna anche farsi parte vera e propria della comunità per venire accolto e poter votare nel proprio comune di residenza.
In Svizzera non esiste un diritto all'immigrazione, ma sussiste il diritto dei popoli a scegliere per sé stessi con chi stare, chi accettare, chi accogliere e chi no.
Noi vogliamo diventare una Grande Svizzera e non rimanere una piccola italia, dove i cittadini non hanno senso politico e non ragionano concretamente sui fatti, ma interpretano tutto in base a simpatie o antipatie o a ideologie sballate.
Aggiungo che anche noi leghisti siamo favorevoli al diritto d'asilo: è sacro.
Vogliamo che anche all'interno dell'Europa si continui a poter usufruire del diritto d'asilo come garanzia di libertà. E' in questa ottica che siamo fortemente contrari al mandato di cattura europeo. Noi vorremmo che anche ogni singolo cantone o regione europea possa avere le proprie leggi, i propri magistrati eletti dal popolo e possa ospitare chi fa richiesta di asilo.
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