La questione matematica
Anche il cittadino più sprovveduto, davanti ai numeri, capisce al volo che i baschi stanno meglio di noi. Per una serie di ragioni pratiche: per cominciare, sono più padroni a casa loro. La regione ha conquistato un altissimo grado di autonomia rispetto ai poteri di Madrid anche se non tutto è compiuto. L'identità, in 30 anni, ha dato corpo e sostanza alle rivendicazioni di una terra che ha una sua lingua, e una storia che nulla ha di che spartire col resto del Paese. Le tasse se le tengono. Danno solo il 6,24 per cento alla loro "Roma". Immaginatevi se potessimo fare lo stesso, qui in Padania! Quanti posti in più di lavoro, quante strade in più, quanti ospedali migliori, quanta salute in più per tutti. Quanta innovazione, quante università. La devoluzione di poteri di Madrid alle regioni, d'altra parte, sta a dimostrare che il federalismo non divide, semmai fa crescere. La Spagna è anni luce davanti a noi. È 23° al mondo nella classifica dell'indice di competitività. L'Italia è 47°. Prendete solo ad esempio le Olimpiadi di Barcellona: hanno dato una spinta impressionante al turismo. C'è più offerta e convenienza per andare alle Canarie che al mare in Italia. I nostri Mondiali di Italia '90, al massimo, hanno lasciato solo cantieri incompiuti. È il caso di dire che l'unico confronto spagnolo che abbiamo superato è stato quello dell'82, con la nazionale del pallone. Abbiamo vinto al Bernabeu la sfera d'oro, e lì siamo rimasti. Che Paese di pirla. Persino il Cile delle pensioni è arrivato prima di noi a capire che il sistema a capitalizzazione salva dalla bancarotta la vecchiaia. Là costruiscono le autostrade investendo i fondi pensione e facendoli fruttare. Da noi aumentano solo i biglietti delle autostrade. Ingrassiamo chi è già ricco. Sappiamo che se avessimo un sistema previdenziale già regionalizzato, il saldo sarebbe positivo, perché a fronte di un Nord che paga il 64,9% dei contributi, c'è un Sud che ne versa 14, ma ne incassa 27,4. Ecco perché il federalismo fiscale fa tremare i furbi. Immaginiamo di voler dividere per 21 i soldi che lo Stato raccoglie... e di redistribuirli di nuovo. Se abbiamo bene in mente l'entità di quei 21 mucchietti, allora capiamo che non siamo tutti fratelli d'Italia. Forse questo spiega perché da anni la Ragioneria generale dello Stato ha smesso di pubblicare "Le entrate tributarie regionalizzate". Siamo e restiamo ancora il Paese di Jurassic tax. Colpa della Cina? No, colpa nostra se abbiamo anche mantenuto i 17.000 lavoratori socialmente utili che, preferendo il sussidio e il lavoro nero, hanno respinto il posto fisso. È storia. La Spagna è indipendente energeticamente. Noi no. Però noi abbiamo Alitalia, Parmalat, Cirio... Colpa della globalizzazione? No, colpa nostra che ci siamo disinteressati della politica. Talmente tanto che se al primo amico che incontriamo chiediamo: ma tu sai quanto ti spetta?, non solo non lo sa, ma maliziosamente ci risponderebbe che i suoi soldi se li tiene qualcun altro. Vediamo come, ad esempio, attraverso i trasferimenti pro-capite ai comuni: se il bresciano incassa 220 euro, il napoletano ne prende 618. Se al milanese ne vanno 341, al palermitano 440 (fonte Mininterno - 2002). I dati sono vecchiotti? Scusate, ma correva l'era parlamentare di Roma Capitale, quando la città riceveva 155 milioni di euro in grazia della legge 396 del 1990, "Interventi per Roma capitale", appunto. E con la Finanziaria del 2001, in quanto Roma sempre capitale, ne incassava anche 103. Beati loro! La Lega aveva cercato di emendare il testo ma l'emendamento, pensate un po', era stato respinto perché "irricevibile". I giornali l'hanno scritto? Manco per sogno. Mica sono scemi i direttori dei quotidiani e dei tg. Colpa dei turchi? No, colpa di chi aveva votato i partiti della spesa. Che stanno a destra come a sinistra. E che dirigono e rigirano la stampa come la cotoletta che frigge nella padella. Ecco, nessuno se la prende con Roma, che è centomila volte più vivibile e solare di Milano, ma guardando ai Paesi Baschi, viene o non viene un po' di invidia? Loro, evidentemente, amano più di noi la nostra terra. Non si vergognano di essere baschi. In Padania, invece, ci sono padani che si sentono ridicoli a dire che sono padani. "Ma io sono italiano", mi sento rispondere centinaia di volte. Non deve quindi stupire se alle politiche del 2006 la Lega Nord ha stretto la mano ad altri autonomisti, che per di più parlano siciliano. Non si vergognano di dirsi siciliani, ne vanno fieri. Come i baschi, i catalani sono orgogliosi delle loro radici. I padani allora la smettano solo di lamentarsi. L'alternativa è scomparire. Sono già pronte migliaia di nidiate che parlano un'altra lingua, e che sanno imporsi più di noi. Salam, padano. La Spagna l'invasione dei mori l'ha respinta. E noi?
di Stefania Piazzo
da "il Federalismo"
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