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Omicidi, uno su tre commesso da irregolari

ROMA - Meno omicidi e più rapine. Quasi sette milioni di donne che hanno subito violenza fisica e sessuale almeno una volta nella vita (un milione e 150 mila solo nel 2006). Oltre 200 minacce terroristiche esaminate in un anno. E un italiano su 4 che non si sente sicuro quando cammina da solo per strada. Sono alcuni dei dati del "Rapporto sulla sicurezza 2006" curato dal ministero dell'Interno e presentato al Viminale.

DELITTI - Cala negli ultimi anni il numero degli omicidi commessi in Italia, dai 1.901 del '91 (il picco più alto) ai 621 del 2006.
Si continua a uccidere di più al Sud e nelle isole
(1,6 ogni 100 mila abitanti contro lo 0,8 del nord), ma la percentuale di delitti attribuiti alla criminalità organizzata scende dal 36,8% del '91 al 19,4% dell'anno passato. Di contro, gli omicidi scaturiti in ambito familiare o per passioni amorose aumentano drasticamente negli ultimi anni, registrando la massima frequenza negli anni 2002 e 2003, rispettivamente con 211 e 207, e restando numerosi anche nel 2004 (184), nel 2005 (157) e nel 2006 (192); mentre gli omicidi per furto o rapina, costantemente sopra i 100 per buona parte degli anni '90, scendono a 53 nel 2006, a fronte dei 53 del 2005 e dei 47 del 2004.

STRANIERI IRREGOLARI - Su tre persone denunciate per omicidio in Italia, una è straniera. E, quasi sempre, è irregolare. La fotografia scattata dal rapporto è abbastanza nitida: la quota degli stranieri sul totale dei denunciati e degli arrestati per la gran parte dei reati, è decisamente più alta rispetto all'incidenza della popolazione straniera nel nostro paese: su 442 denunciati per omicidio, il 32% sono stranieri, mentre la popolazione immigrata non supera il 5% del totale.
Ma, afferma il Viminale, «è importante sottolineare che la netta maggioranza dei reati viene commessa da stranieri irregolari, mentre quelli regolari hanno una delittuosità non molto dissimile alla popolazione italiana».

RAPINE - Cresce il numero delle rapine (un dato in costante aumento da oltre 30 anni): nel 2006 il tasso di incidenza del fenomeno sulla popolazione è stato 18 volte superiore a quello del 1970. Esistono differenze fondamentali tra le varie regioni e pur suscitando un grande allarme sociale le rapine nelle abitazioni non superano il 3% del totale. Per quanto riguarda la distribuzione geografica delle rapine, è al centro nord che si è registrato il maggior incremento.

VIOLENZA SULLE DONNE - Un altro fenomeno analizzato dal rapporto è la violenza sulle donne. Sono 6.743.00 quelle tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. In particolare, 3.961.00 donne sono state vittime di violenze fisiche, 5 milioni hanno subito violenze sessuali. Nell'ambito delle violenze sessuali, 482.000 donne sono state vittime di stupro e 703.000 di tentato stupro nel corso della loro vita. Negli ultimi 12 mesi sono 1.150.000 le donne che hanno subito violenza, pari al 5,4% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Il rapporto del Viminale sottolinea che «le violenze fisiche sono state commesse dal partner nel 62,4% dei casi, le violenze sessuali nel 68,3% e gli stupri a 69,7% dei casi. I partner sono dunque responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica e delle forme più gravi di violenza sessuale».

TERRORISMO - Nel 2006 sono stati 13.664 gli obiettivi sensibili a rischio di attentato sottoposti a vigilanza e protezione da parte di 19.559 operatori delle forze di polizia. Nel 2002 gli obiettivi protetti erano solo 6.157 con l'impiego di poco più di 10mila tra agenti e carabinieri. Nel 2006 il Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo si è riunito 60 volte per esaminare 361 argomenti, 228 dei quali relativi a segnalazioni di minacce «specificamente riguardanti il territorio dello Stato ovvero interessi nazionali all'estero».

20 giugno 2007

fonte corriere.it