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31 Gennaio: Imbolc, Brigantia, Brigit o Santa BrigidaIl 31 gennaio i Celti festeggiavano la gestazione segreta della primavera. Sappiamo che l’anno celtico era diviso in due metà e le due “porte” della natura (rappresentate da Samhain e Beltane) introducevano rispettivamente alla parte oscura dell’anno e alla parte luminosa. Imbolc, che per tradizione si celebra nella notte fra il 31 gennaio e il 1° febbraio, scandisce il tempo intermedio fra buio e luce, è una fra le quattro festività principali dei Celti e celebra ritualmente l’arrivo della primavera. Imbolc è detta anche “festa del latte” poiché la celebrazione coincide con il primo fiorire del latte nelle mammelle delle pecore, circa un mese prima della stagione della nascita degli agnelli. Questo sottile segnale di ritorno della fertilità era il primo di una serie di eventi che annunciavano il rifiorire della vita sulla terra e, per la tribù, segnava l’urgenza di cominciare un nuovo ciclo di attività. Il nome Imbolc si fa derivare da “m(b)lig” (latte) e significa pressapoco “lattazione”. La festa era chiamata anche Oimec (Oimealg in forma moderna), termine che deriva dal celtico antico “Ouimelko” (latte della pecora). La Festività era di “lustrazione” (purificazione) ed era dedicata a Brigit, Dea suprema il cui nome significa “Altissima”. Il suo nome deriva da “brig” (altezza), che appare spesso nella forma “brigâ” collegata a colline e montagne (la celtissima Brescia, l’antica Brixia, sorge proprio su un colle e sembra derivi da qui il proprio nome), mentre “brigh” (Scozia), “brí” (Irlanda) e “bree” (Isola di Man) significano Forza, Potere, Valore. La ritroviamo anche con i nomi Brighid, Bricta, Briga, Bride, in Britannia veniva chiamata Brigantia ed era Brigindu il suo nome invocato dai Galli orientali. Per una particolare combinazione di eventi, nel corso dei secoli le tradizioni pagana e cristiana si sono completamente fuse, trasformando la dea in una santa del calendario cristiano – Santa Brigida – senza oscurare i suoi tratti precristiani originari. La comunità religiosa irlandese fondata da alcune donne, nel V secolo d.C., a Kildare (da “Cill-Dara” = Eremitaggio delle Querce) divenne oggetto di una tale venerazione che Santa Brigida venne chiamata addirittura “la seconda Madre del Signore”. Nel calendario cristiano Imbolc coincide con la festa della Purificazione della Vergine (che precede la Candelora del 2 febbraio), anch’essa conserva i tratti dell’antico significato di lustrazione Nella sua rappresentazione cristiana in Santa Brigida a Kildare, la Dea ha un fuoco perpetuo che brucia in suo onore guardato a vista dalle monache, che proseguono in tal modo le funzioni religiose precristiane. Questo fuoco è fonte di ispirazione e corrente dispensatrice di vita: si manifesta prima nella terra, risvegliando le forze assopite nelle sue profondità, e dona Potere poetico, artigianale e guaritore sulla materia essendo ispiratore dei poeti, Musa Universale, forse anche lo stesso “Awen” (Ispirazione Divina) invocato nella tradizione bardica gallese. Brigit ispira i bardi ma è anche patrona della fucina e presiede alla fabbricazione delle armi, erborista e purificatrice. Il suo fuoco divino suggella la fertilità tra la terra e il sole. La luce delle candele e dei fuochi che si accendevano a Imbolc era anche un incoraggiamento magico rivolto al sole e simbolo del ritorno a una luce più abbondante e bella. |
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