Equinozio d'Autunno il 23 settembre: la Luce dell'Autunno (Alban Elued)
Il giorno 23, alle ore 06.02, cade l'equinozio d'autunno, il Sole attraverserà l'Equatore Celeste, passando dall'emisfero Nord a quello Sud,: finisce l'estate ed inizia l'autunno. Dopo 6 mesi il Sole viene a trovarsi nuovamente sul piano dell'equatore terrestre ed il circolo di illuminazione passa per i poli; in questo giorno il Sole passa allo zenit all'equatore, sorge al polo sud, tramonta al polo nord e la giornata dura esattamente 12 ore in tutto il resto della la terra.
L'equinozio, oltre che dalla durata del giorno e della notte, che è uguale, può essere riconosciuto con una semplicissima esperienza di gnomonica: osservate l'ombra di un chiodo infisso su un muro esposto al Sole. Il vertice dell'ombra, nel corso di ogni giorno dell'anno, disegna una curva che, agli equinozi, diventa una retta. Questa retta ed almeno le le due curve giornaliere dei solstizi sono generalmente presenti su i quadranti degli orologi solari
L'Equinozio d'Autunno viene chiamato nella tradizione druidica Alban Elfed (Autunno, o Elued, Luce dell'Acqua).
Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando per parte sua, la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l'inizio.
Ancora una volta il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all'Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l'inverno sarà di nuovo tra di noi.
L'equilibrio è più intenso in questo momento che nell'agitazione della primavera, e questa è spesso la più tranquilla tra le feste.
Il raccolto è completato; è un momento di accettazione di tutto ciò che abiamo e di ciò che ci manca, un momento di riflessione su ciò che abbiamo realizzato.
E' forte l'elemento acqua, il flusso e riflusso delle maree, mentre noi ci mettiamo nell'ovest del nostro cerchio sacro, cercando di capire i misteri dell'equilibrio.
E' un momento per scambiarsi doni di abbondanza e forza, un momento in cui i partecipanti portano al rito offerte e regali per gli altri e per gli Dei.
Nella cerimonia rendiamo grazie per i frutti della terra e per la bontà della Dea Madre. E così il ciclo si completa e ritorniamo di nuovo al tempo di Samhuinn.
Alban Elued, è posto ad Occidente, quando l'energia si avvia ad essere piuttosto favorevole al raccoglimento, al tranquillo raccolto delle esperienze dell'estate.
In molti Boschi (congreghe druidiche) è consueto benedire e condividere cibi e bevande in tutti i riti festivi. Spesso si tratta diuna grande pagnotta rotonda fatta inc asa e di idromele (oppure sidro, vino o birra) fatto passare in un cerchio dentro un corno per bere.
Dopo aver reso grazie alla dea del territorio e al signore della luce e avere riconosciuto l'alchimia che trasforma il grano in pane e il nettare dei fiori in idromele, la congregazione invocherà la benedizione del pane e del corno. Il primo pezzo di pane, il primo sorso di idromele sono restituiti al suolo, alla Madre Terra, agli spiriti del luogo, e se indicato per il rito se ne consegnano altri agli antenati attraverso le fiamme del fuoco.
Se il Bosco non celebra questo banchetto ad ogni rito, quasi sempre lo farà all'equinozio d'autunno.
[Philipp Carr Gomm ed Emma Restall Orr]
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